Importanza del sadhana quotidiano

 

Importanza del sadhana quotidiano

 

Ecuador, 7 giugno 2015

 

Hare Krishna miei cari devoti! Il tema della conferenza riguarda l’importanza del sadhana. Sadhana, sandya è l’alba di un nuovo giorno, è molto interessante perché si tratta di ripensare alla propria esistenza in questo mondo. Per questo al sandya i brahmana cantano Sandya Vandana, il benvenuto al nuovo giorno, e offrono gli omaggi a tutte le forze universali. Il Sandya Vandana è parte del sadhana e la perfezione ha inizio con il Mangal Arati; se si ha la propria Istadev o la Divinità in casa, uno non inizia la giornata col cercare il notiziario o sorseggiando un caffè o semplicemente col  correre al lavoro. La giornata deve iniziare con il Sandya Vandana. Adorazione del nuovo giorno, e adorazione dei devoti e dei familiari con cui ci si trova, “Vanca kalpa tarubyas ca, kripa sindhubhya eva ca, patita nam pavanebyo, vaisnavebyo namo namah”. Molto importante! Cominciamo con l’ossequiare tutte le persone che vivono con noi, nonché il maestro spirituale, che definisce i modi di convivenza e i principi del dharma. Si offrono quindi sempre le riverenze. “Vande ham, Sri-guroh” è plurale, perché il maestro spirituale non è solo uno, sono tutti i Siksa guru, coloro che ci mantengono sul sentiero della devozione. Offriamo omaggio a tutti loro, e li teniamo presenti tutti affinché la cosa funzioni, perché anche se non siamo così gerarchici come i militari, in sostanza, se non ci si carica e si fanno le cose nel modo in cui vanno fatte, allora uno si devia. E deviarsi ha il suo prezzo, si può non arrivare a destinazione. Quindi si deve rimanere sul sentiero anche se è per un scorciatoia, o improvvisamente c’è qualcosa che blocca il cammino.

Per esempio oggi Gopal ha compiuto un grande giro intorno a Quito perché c’era una maratona in città e non riuscivamo a passare, ma con uno sforzo finalmente siamo riusciti a raggiungere il tempio. E così programmiamo un  giorno in più di servizio devozionale. Solo attraverso l’invocazione della misericordia, senza la misericordia non si ha nulla. Così il Sandya Vandana è Guru, Vaisnava, Tulasi; per questo nei templi adoriamo Tulasi. In India tutti in casa tengono Tulasi e prima di fare qualsiasi cosa dicono: “Vrindayai tulasi- devyai priyayai keshavasya cha krishna-bhakti-prade devi satyavatyai namo namaha”. “Pianta sacra, pianta benedetta, che vieni  a purificare il mondo, permettimi di avere amore per Radha Krishna e Radha Govinda”. Questo è ciò per cui io vi supplico, non c’è niente altro che mi interessa. E così l’adorazione di Tulasi è parte del sadhana, in seguito possono eseguirsi alcuni bhajan. I bhajana del Mangal Arati nel nostro caso, poiché ogni tempio canta differenti canzoni, sono “samsara-davanala-lidha-loka. Tranaya karunya-ghanaghanatvam”.

Chiediamo misericordia al maestro spirituale per comprendere il significato dei lila di Radha Krishna, del Signore Caitanya, del culto alla divinità, dell’importanza del canto del Santo Nome; per meglio dire, nelle otto parti del Guru Aṣṭaka si delinea come sia possibile ottenere la misericordia, e poi viene la canzone di Vrindavan: “Yasomati-nandana, braja-baro-nagara gokula-ranjana kana gopi-parana-dhana, madana-manohara, kaliya-damana-vidhana”. Questa canzone ci porta direttamente a Vrindavan, al Signore Krishna, i suoi divertimenti, le gopi, i Santi Nomi e la Yamuna. “Yamuna-tata-cara, gopi-basana-hara”. Ci è impregnato tutto il Radha Madhava Lila, alcuni cantano Kaki-Kukura per ricordarci di Sri Chaitanya che viene per salvarci dal cane di Kali. Queste cose non sono assolute, dipendono da ogni tempio, così si perfeziona il sadhana. Per esempio dopo che abbiamo finito di adorare il Signore Chaitanya viene il Prema Dwani; Prema Dwani è molto importante ” Jaya om vishnu-pada paramahamsa parivrajakacarya ashtottara-sata Sri Srimad Bhaktivedanta Swami Prabhupada ki jay”. E il Prema Dhwani prosegue “Vrindavan Dham ki jay, Mathura Dham ki jay, Jagannath Puri Dham ki jay, Ganga Meya ki jay, Yamuna Meya ki jay”. Rendendo così un’offerta a tutto il sacro, tutto il bello, per ricordare. Senza di loro non siamo nulla, siamo perduti, quindi così, in questo modo, il sadhana prosegue. Poi viene il Signore Nrsimgadev.

Il Signore Nrsimgadev è il protettore dei devoti, per questo gli si dedica ogni giorno una canzone. Srila Prabhupada ce l’ha insegnato personalmente, voleva proteggere il suo movimento dalla follia. Vi è molta follia da cui proteggersi. Allora viene per questo: “Namas te narasimhaya prahladahlada-dayine …” Con il Nrsimha Pranam uno è già ben collocato con il sadhana; ma ora viene il Siksastaka, ricordare le otto stanze di Sri Chaitanya Mahaprabhu. Questo è quello che ha detto: “Ceto-darpana-marjanam bhava-maha — davagni-nirvapanam shreyah-kairava-chandrika-vitaranam vidya-vadhu-jivanam”. Dopo il Siksastaka arriva il Japa, il Maha Mantra “Hare Krishna”. Cantare il japa individualmente è parte del sadhana mattutino. E voi lo sapete, dipende da quanto tempo si ha cantare 4, 8, 12, 16 giri. E cominciano i servizi; qualcuno deve andare in cucina, deve fare questo e quello. Però arriva la parte più importante, abbiamo già cantato il japa, ora … “Jaya radha-madhava kunja-vihari gopi-jana-vallabha giri-vara-dhari jasoda-nandana braja-jana-ranjana jamuna-tira-vana-cari”

Questa canzone è una finestra che si apre al Mondo Spirituale, è aperto direttamente e vedere. Vrindavan, Jaya Radha Madhava, è qualcosa di molto bello e importante. Così guardate al Mondo Spirituale, è un grande vantaggio. E coloro che ne traggono vantaggio, da questa immagine di Vrindavan, dove si possono vedere Radha e Krishna e i Loro devoti, cominciano a sentirsi a casa, cominciano a sentirsi al sicuro. Questo è l’eterno Vrindavan, e l’eterno Vrindavan è una cosa meravigliosa. È incredibile come l’eterno Vrindavan si è manifestato in questo mondo. E come invita tutti a Vrindavan, questo è senza precedenti; un piccolo esempio un po’ sciocco, è come se il presidente degli Stati Uniti venisse in Ecuador e regalasse un visto per gli Stati Uniti a tutti gli ecuadoriani e un quarto della Casa Bianca per vivere con lui e aiutarlo con il cibo, il riparo e con tutto per il resto della vita.

Non si potrebbe immaginare, perché la Casa Bianca è molto piccola, non entrano tutti, e inoltre non ci stanno i cuori. Perché là non hanno quel cuore. Ma quando Krishna viene in questo mondo, Egli dice: “Ora venite a casa mia, a vivere con me, potete stare qui, facendo servizio, vi faccio sistemare. La vostra anima appartiene a me, è costituzionalmente parte del mio mondo. Siete stati deviati in questo mondo materiale, imbarcati per tutto il tempo e voglio fermare questa follia; desidero che ora cominciate a mettervi il servizio nel cuore. A tal fine vi invito a cantare i Miei Santi Nomi, perché in tal modo resterete in contatto me tutto il tempo. E c’è di più, mentre cantate Hare Krishna state nei miei santuari che ho istituito nel mondo”, vale a dire che siete già nel mondo spirituale, o piuttosto Krishna non solo fa la promessa che dopo la morte si raggiungerà il mondo spirituale, Krishna fa che i devoti portino il mondo spirituale qui sulla terra e che aprano le porte, aprano spazi. La gente non apprezza quello che è un tempio, le persone non si rendono conto che questi sono succursali del mondo spirituale.

Come sapete, l’ambasciata nordamericana è territorio americano, non ci entra la polizia ecuadoriana, allo stesso modo il tempio di Krishna è una parte di Goloka Vrindavana. Quindi appartiene a Goloka Vrindavana. Se pensate che “No, questo è l’Ecuador, nient’altro” state equivocando, perciò i templi e gli investimenti che si fanno nei templi sono investimenti nel mondo spirituale. In altre parole, se si desidera creare un tempio, un tempio nel mondo spirituale, si starà creando il mondo spirituale qui sulla terra. E se ti dedichi ad esso per tutta la vita sarai trasferito da questo mondo direttamente al mondo di Krishna. Perché hai già il visto, hai già la preparazione, hai già fatto sadhana, e il sadhana quotidiano è quella cosa che consente di mantenersi sempre validi. Perché quando si smette di fare sadhana, quando si smette di cantare il japa, si smette di lavorare per la causa di Krishna, allora il sadhana di uno comincia a indebolirsi, quando cessa di associarsi con i devoti si indebolisce ulteriormente, se non lavora durante il giorno per produrre qualcosa per Krishna si indebolisce ancora di più, quando non va al Mangal Arati si indebolisce ancora, se non canta il Gayatri si indebolisce ancora, se non prega il Signore Nirsimhadev si indebolisce di più. In altre parole, il sadhana è ciò che ci alimenta e ci rinforza. Così come tutti consumano la prima colazione, e poi mangiano a mezzogiorno, così come nutriamo il corpo la mattina, a mezzogiorno e a volte la sera, anche il nostro corpo spirituale e la determinazione spirituale, hanno bisogno di cibo. Questo si chiama sandya vandana, il sadhana.

Questa è la nostra alimentazione; ora, se alcuni devoti non possono assistervi perché sono stati mandati a fare un servizio qui o là, quando si agisce sotto gli ordini del maestro spirituale si sta sempre facendo sadhana. Anche quando uno non sta facendo nulla del sadhana perché è impegnato in cose burocratiche o nell’organizzazione di un programma, quando esegue il servizio al Guru è impegnato ad ogni modo nel sadhana. Però non si deve mai trascurare il sadhana con il pretesto del servizio. -Sto servendo il Guru dormendo un pochino di più per avere maggior forza-. La mente produce un sacco di scuse. Per questo i buoni devoti sono coloro che mantengono il sadhana, sono riconosciuti, sono loro che si alzano per il Mangal Arati, praticano, danno lezioni. Ci sono molte cose che può fare un devoto per mostrare di essere un buon devoto, andare al sankirtan con entusiasmo, dare conferenze, ma occorre anche praticarlo, non solo dirlo. Ci sono molti modi in cui uno si può esprimere come un buon devoto, ciò è molto bello. Dobbiamo solo essere umili e accettare il fatto che il sadhana è la nostra connessione. Il Sadhana è come la spina di un apparecchio quando si ha bisogno di elettricità, non c’è elettricità la luce se ne va immediatamente.

Ora non c’è problema, perché fuori c’è il sole, non abbiamo bisogno di energia elettrica, ma cosa succede se si toglie la spina a qualcosa? Tutto ciò che presumibilmente funziona con la corrente elettrica non funziona più. Anche se è un apparecchio perfetto. Ci sono attrezzature costose, ma senza corrente non funzionano, non fanno nulla. Così allo stesso modo, il Sadhana è  la spina della vita spirituale, e le persone che vivono in casa, senza sadhana, senza Mangal Aratik, dobbiamo aiutarle. A costoro che non hanno la compagnia dei sadhu, che è ciò che incoraggia nel sadhana. A voi vi vedo molto entusiasti, vedo il vostro viso che mi guarda, mi state prendendo ogni parola che dico. Mi sento molto fortunato, mi sento privilegiato e molto viziato per l’attenzione che mi prestate.

Se qui ci fossero non più di quattro che dormono, che cosa dovrei fare? Farei altro. Uno non ha molto tempo per se stesso nella vita devozionale, ma va tutto bene. Lavoriamo sodo, continueremo a lottare, non ci arrenderemo, continueremo associandoci con i devoti. E se sei in una fattoria o fuori della città sarà più difficile. Devi aiutare nella fattoria, devi raccogliere per essa, portare tour alla fattoria. In questo mondo ci sono molte cose da fare, i devoti hanno molto lavoro. Quasi non c’è tempo per il sadhana, ma non dimenticate, il vostro lavoro è sadhana. Se un devoto è malato, bisogna curarli, diventa la priorità. C’è poi molto, c’è una gerarchia. Guru seva, Vaishnava seva sono come gerarchie di importanza. Nam seva cantare Hare Krishna è il più elevato, ma Guru seva e Vaishnava seva sono benedetti nel nam seva. Nam seva, dham sevam, ce ne sono molti. Per questo uno deve avere chiaro che quello è così importante. E quando cantate japa e il Guru vi chiama, non si può dire “Gurudeva sto cantando japa non posso assisterla”. Se si commette un’offesa contro il Santo Nome, al Santo Nome non fa piacere. Quindi si deve vedere che c’è una sequenza naturale, una gerarchia del cuore. Il Guru non ti chiama per dormire, a meno che non siete così malati o così stanchi, il Guru dice: “Tu ti stai addormentando in continuazione, non stai pronunciando alcun mantra. Vai a riposare per 10 minuti e poi canta bene”.

C’è anche che il Guru è molto ampio, è molto flessibile, si adatta a tempo, luogo e circostanza. Il Guru non si pone a quadrato. Ed è vietato dire qualcosa per conto del Guru. “Il mio Guru dice che devi fare questo e quello.” No, non è così, non c’è bisogno di convincere una persona su cosa deve fare. Prabhupada proibì di dire “Prabhupada said” (Prabhupada ha detto). Lui diceva: “Quello che voglio che tu sappia lo metto per iscritto”. Come per la giustizia, in tribunale che cerca 3 o 4 aspetti della stessa storia. E così giungono a un accordo. Questo è giustizia, quando non c’è corruzione. Al giorno d’oggi c’è molta corruzione, per questo la vita non si crede molto  nella giustizia, allo stesso modo della vita, dobbiamo combattere. Noi non possiamo rinunciare, per lo meno dobbiamo fare giustizia tra i devoti, dentro la comunità. Sono molto grato a tutti coloro che fanno sadhana. E con queste parole vi saluto, un abbraccio di cuore a tutti.
Prabhupada ki jay!
Vostro, Swami Paramadvaiti B.A